Distretto del Cibo Alta Murgia
24 novembre 2018

Grande partecipazione e un ”paniere” di contenuti alla 3 giornata del Festival: Il Parco promuove il Biodistretto dell’Alta Murgia.

Si è aperta con la sottoscrizione dell’accordo per la costituzione del “Biodistretto dell’Alta Murgia” la terza giornata del Festival della Ruralità, in corso presso la Fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia.

Un importante momento per riconoscere ancora una volta il valore e l’importanza dei prodotti locali, attorno ai quali si costruisce l’identità del territorio. Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia si fa, dunque, promotore del Biodistretto coinvolgendo i GAL del Parco, l’OEP, CREA, INNER e Regione Puglia in un percorso volto a coinvolgere tutti gli attori del territorio, grazie alla sinergia tra diverse Istituzioni,per promuovere e condividere idee che potrebbero rappresentare opportunità e speranze per il futuro. Integrazione e cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti in un percorso di sviluppo locale sostenibile è il punto cardine attorno al quale il Biodistretto ruoterà. Al termine dell’incontro di presentazione, rappresentanti dei GAL e delle altre istituzioni presenti (presenti Cosimo Sallustio, in rappresentanza dell’assessore regionale all’Agricoltura e il consigliere regionale Sabino Zinni).

Nell’anno del cibo italiano, a cui il Parco ha dedicato il tema del Festival della Ruralità, l’Ente, dunque, dopo la firma del Patto Ambientale della prima giornata, dà sostanza e concretezza alla volontà dei territori, a tutela della qualità e della sicurezza alimentare, delle imprese agricole per costruire rapporti più stretti nelle filiere e servizi che guardino a tutto il territorio del Parco nel suo complesso. L’intento è mettere insieme imprese, cittadini, associazioni e istituzioni per realizzare obiettivi comuni di qualità, ben-essere e salute.

Di turismo sostenibile, esperienziale e ancora di valorizzazione dei prodotti locali si è parlato anche nel pomeriggio, nel corso dei workshop del pomeriggio: Flavio Albano e Antonio Prota di Murgia Valley, Sergio Fadini dell’associazione Il Vagabondo e Mariateresa Scarpa della pizzeria “da Zero” hanno spiegato come il futuro sia nel turismo responsabile e nei prodotti locali. Durante il workshop è intervenuto, via Skype, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri spiegando l’importanza che, in tal senso, ricoprono i Parchi Nazionali.

 

 

A seguire il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Vincenzo Rutigliano, insieme all’on. Angela Masi, al presidente vicario del PNAM Cesare Troia e al presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini hanno premiato le aziende virtuose del territorio che hanno partecipato al bando “I primi 100”: l’Ente riconosce l’importante ruolo che le stesse ricoprono nella tutela del territorio e nella difesa e promozione dei valori condivisi dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

L’importante contributo dell’oncologo dott. Salvatore Loconte ha messo in luce l’importanza della dieta mediterranea per la salute umana, mentre la prof.ssa Maria Simone ha evidenziato il rapporto tra la terra, la sua cultura e i suoi prodotti, prima di lasciare spazio al talk show con cooking show e degustazione a cura dello chef Pietro Zito (“Antichi Sapori” di Montegrosso) in cui il focus è stato sui Presidi Slow del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

A fine serata, la Sossio Banda si è esibita sul palco del Festival della Ruralità.

Oggi la chiusura della manifestazione: alle 10:00 ancora le esperienze di chi il territorio lo vive con tre influencer che parleranno di digital marketing & social media communication. A seguire sarà la volta di “Open Connection”, come l’ecosistema #AltaMurgia2020 può favorire la rete degli imprenditori e verrà spiegato il ruolo di “Murgia Valley”.

La premiazione dei 10 vincitori del concorso per foto&videomaking “La ruralità tra cibo, territorio e innovazione” che ha visto la straordinaria partecipazione di oltre 120 concorrenti e, a seguire, la presentazione del protocollo “Per la diffusione di connettività wi-fi e piattaforme intelligenti sul territorio italiano per l’attuazione di misure sperimentali e di buone pratiche di valorizzazione del patrimonio culturale” chiuderanno la quinta edizione del Festival della Ruralità.